top of page

L&Lちょっと一息|日本の物語をイタリア語で読む
Storie giapponesi in italiano Vol. 1

​

SF版『浦島太郎 ― 海の底の星 ―』
Urashima Tarō – La stella in fondo al mare
イタリア語版/和訳付き

 

​Urashima Tarō ― La stella in fondo al mare ―

​

Tanto, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio vicino al mare, viveva un giovane di nome Urashima Tarō.

Un giorno, mentre camminava sulla spiaggia, vide alcuni bambini che tormentavano una tartaruga.

​

«Poverina! Lasciatela tornare in mare.»

Tarō salvò la tartaruga e la lasciò andare nell'acqua azzurra.

Prima di scomparire nelle profondità del mare, la tartaruga si voltò verso di lui e chinò la testa, quasi per ringraziarlo.

 

Qualche giorno dopo, mentre Tarō pescava da solo, udì uno strano suono provenire dal fondo del mare.

― Uuuuuum...

L'acqua si illuminò di una misteriosa luce azzurra.

Poi apparve la tartaruga.

«Urashima Tarō, sono venuta a prenderti.»

Tarō rimase senza parole.

La tartaruga parlava!

«Sali sul mio dorso. C'è qualcosa che vorrei mostrarti.»

 

Tarō salì con cautela e insieme si immersero nel mare.

Eppure accadde qualcosa di incredibile.

Tarō riusciva a respirare.

Intorno alla tartaruga si era formata una specie di bolla trasparente.

Scesero sempre più in profondità, fino a raggiungere un luogo dove non arrivava più nemmeno la luce del sole.

Poi, all'improvviso...

nel buio apparvero migliaia di luci.

Rosse, azzurre, verdi, dorate.

Sembrava che un cielo pieno di stelle fosse nascosto sul fondo dell'oceano.

 

Al centro di quelle luci sorgeva un'immensa costruzione.

«È questo... il Palazzo del Drago?»

La tartaruga rispose:

«È così che voi lo chiamate.»

Un'enorme porta si aprì senza fare alcun rumore.

​

All'interno una bellissima donna stava aspettando Tarō.

«Benvenuto, Urashima Tarō.»

Era la principessa Otohime.

Ma c'era qualcosa di insolito in lei.

I suoi occhi brillavano d'argento, come stelle nel cielo notturno.

«Chi siete veramente?» domandò Tarō.

Otohime rispose con calma:

«Siamo arrivati sulla Terra moltissimo tempo fa, da una stella lontana.»

Tarō rimase senza parole.

Otohime mosse una mano e sulla parete apparve un cielo immenso, pieno di stelle.

Una di esse cominciò a brillare di una luce azzurra.

«Quella è la nostra casa.»

«Siete venuti dal cielo?»

«Sì. Ma non abbiamo scelto di vivere sulla terraferma.

Da quando gli esseri umani hanno cominciato a costruire i loro primi villaggi, noi viviamo qui, nelle profondità del mare.»

​

Tarō trascorse tre giorni nel Palazzo del Drago.

Vide pesci che sembravano volare nell'aria.

Vide una luce capace di guarire una ferita con un semplice tocco.

E vide immagini di mondi lontani, sospesi tra le stelle.

​

Il terzo giorno Tarō disse:

«Voglio tornare al mio villaggio. La mia famiglia sarà preoccupata.»

Il volto di Otohime si fece triste.

«Tarō, qui sono trascorsi tre giorni. Ma sulla terraferma il tempo non scorre nello stesso modo.»

«Che cosa vuoi dire?»

«Qui il tempo scorre molto più lentamente.»

Tarō non capiva.

«Sono passati soltanto tre giorni. Andrà tutto bene.»

Otohime lo guardò tristemente.

Poi gli consegnò una piccola scatola nera.

«Allora porta questa con te.»

«Che cos'è?»

«Nel tuo mondo puoi chiamarla tamatebako.»

Otohime guardò Tarō negli occhi.

«Ma non devi mai aprirla.»

«Perché?»

«Perché dentro questa scatola è custodito il tempo che hai perduto mentre eri qui.»

Tarō non comprese quelle parole.

In groppa alla tartaruga tornò alla superficie e raggiunse la spiaggia.

​

Ma...

il suo villaggio non c'era più.

Le case erano scomparse.

Al loro posto c'erano enormi edifici mai visti prima.

Strani veicoli di metallo correvano velocissimi.

Nel cielo volavano giganteschi uccelli d'argento.

​

Tarō fermò un passante.

«Mi scusi... sa dove abita la famiglia Urashima?»

L'uomo lo guardò perplesso.

«Urashima?»

Poi toccò un piccolo oggetto luminoso che teneva in mano.

«Urashima Tarō...?»

Il suo volto cambiò espressione.

«Ma... è il personaggio di un'antica leggenda.»

«Una leggenda?»

«Una storia di centinaia di anni fa.»

La canna da pesca cadde dalle mani di Tarō.

​

Quella notte Tarō rimase seduto da solo sulla spiaggia.

La sua famiglia non c'era più.

I suoi amici non c'erano più.

Persino il suo villaggio era scomparso.

Tra le mani stringeva la scatola nera che gli aveva dato Otohime.

― Dentro questa scatola è custodito il tempo che hai perduto mentre eri qui.

Finalmente Tarō capì.

Nel Palazzo del Drago erano trascorsi soltanto tre giorni.

Ma sulla terra erano passati centinaia di anni.

«Allora... dov'è finito il mio tempo?»

Tarō fissò la scatola.

Lentamente posò le mani sul coperchio.

Le parole di Otohime tornarono nella sua mente.

― Non devi mai aprirla.

​

Ma Tarō pensò che non avrebbe potuto vivere giovane e solo in un futuro che non gli apparteneva.

«Se quello è il mio tempo... allora restituiscimelo.»

Tarō aprì la scatola.

In quell'istante...

una luce bianca e abbagliante esplose dal suo interno.

La luce avvolse tutto il corpo di Tarō.

I suoi capelli diventarono bianchi.

Sul suo volto comparvero profonde rughe.

La schiena si incurvò e le sue mani diventarono sottili e fragili.

Tutti i secoli trascorsi sulla Terra mentre Tarō si trovava nel Palazzo del Drago tornarono nel suo corpo in un solo istante.

Poi la luce scomparve.

Sulla spiaggia era rimasto un vecchio dai capelli bianchi.

Tarō guardò in silenzio il mare notturno.

​

All'improvviso...

molto lontano, la superficie dell'oceano brillò per un istante di una luce azzurra.

E nella sua mente udì la voce di Otohime.

«Tarō, nessuno può fermare il tempo.

Ma ciò che hai visto non scomparirà mai.»

Tarō alzò lentamente gli occhi verso il cielo.

Le stelle brillavano proprio come tanti secoli prima.

Da qualche parte, fra quelle stelle...

e forse anche nelle profondità di quel mare...

esistevano mondi che gli esseri umani ancora non conoscevano.

E forse...

nelle storie che gli uomini si raccontano da tempi lontanissimi...

si nasconde ancora

un piccolo frammento

di qualcosa che è accaduto davvero.

​

Fine

​

 

浦島太郎 ― 海の底の星 ―

​

むかしむかし、海のそばの小さな村に、浦島太郎という若者が住んでいました。

​

ある日のこと。

太郎が浜辺を歩いていると、子どもたちが一匹の亀をいじめていました。

「かわいそうじゃないか。海へ返してあげよう」

太郎は亀を助け、青い海へ放してやりました。

亀は一度だけ振り返ると、まるでお礼を言うように頭を下げ、深い海の中へ消えていきました。

​

それから数日後。

太郎が一人で釣りをしていると、海の底から不思議な音が聞こえてきました。

――ウゥゥゥン……。

海が青白く光り、その中から、あの亀が現れました。

「浦島太郎さん。あなたをお迎えに来ました」

太郎は驚きました。

なんと亀が、人間の言葉を話したのです。

「私の背中に乗ってください。お見せしたいものがあります」

太郎がおそるおそる亀の背中に乗ると、二人は海の中へ潜っていきました。

​

ところが、不思議なことに太郎は息が苦しくありません。

亀のまわりには、透明な泡のようなものができていました。

二人はどんどん深く潜ります。

太陽の光も届かない、真っ暗な海の底へ。

​

すると突然――

暗闇の中に、無数の光が現れました。

赤、青、緑、金色。

まるで海の底に星空が広がっているようでした。

そして、その中心には巨大な建物がありました。

「これが……竜宮城?」

亀は答えました。

「あなたたちは、そう呼んでいます」

​

巨大な扉が音もなく開きました。

中では、美しい女性が太郎を待っていました。

「ようこそ、浦島太郎さん」

乙姫でした。

けれど、乙姫の瞳は夜空の星のように銀色に輝いていました。

「あなたたちは、いったい何者なのですか?」

太郎が尋ねると、乙姫は静かに答えました。

「私たちは、ずっと昔、遠い星からこの地球へ来た者たちです」

太郎は言葉を失いました。

乙姫が手を動かすと、壁いっぱいに夜空が映りました。

数え切れないほどの星。

その中の一つが青く光りました。

「これが、私たちの故郷です」

「空から来たのですか?」

「はい。でも地上には住みませんでした。

あなたたち人間がまだ小さな村を作り始めた頃から、私たちは海の底で暮らしています」

​

太郎は竜宮城で三日間を過ごしました。

空を泳ぐような魚を見ました。

触れるだけで傷を治す光を見ました。

そして、遠い星々の姿も見せてもらいました。

​

三日目、太郎は言いました。

「村へ帰りたいです。家族が心配しています」

乙姫の顔が曇りました。

「太郎さん。ここでは三日ですが、地上では同じではありません」

「どういうことです?」

「この場所の時間は、地上よりずっとゆっくり流れているのです」

太郎には意味が分かりませんでした。

「三日しかいなかったのですから、大丈夫でしょう」

乙姫は悲しそうに太郎を見つめました。

そして、小さな黒い箱を渡しました。

「では、これを持っていってください」

「これは?」

「あなたの世界では、玉手箱と呼べばよいでしょう」

乙姫は太郎の目をまっすぐに見ました。

「でも、決して開けてはいけません」

「なぜです?」

「その箱の中には、あなたがここにいるあいだに失った時間が入っています」

太郎には、その意味が分かりませんでした。

亀に乗って海面へ戻ると、太郎は浜辺へ向かいました。

​

ところが――。

村がありません。

家もありません。

見たこともない大きな建物が並び、鉄でできた乗り物がものすごい速さで走っています。

空には銀色の鳥のようなものが飛んでいました。

太郎は通りかかった人に尋ねました。

「ここに浦島という家はありませんか?」

その人は不思議そうな顔をしました。

「浦島?」

そして、手の中にある小さな板のようなものを触りました。

「浦島太郎……?」

その人の顔色が変わりました。

「それって、昔話の人ですよ」

「昔話?」

「何百年も前の話です」

太郎の手から、釣りざおが落ちました。

​

その夜。

太郎は一人で海辺に座っていました。

家族も、友達も、知っている人は誰もいません。

自分の村さえ、もうありません。

手には、乙姫からもらった黒い箱があります。

――その箱の中には、あなたがここにいるあいだに失った時間が入っています。

太郎は、ようやくその言葉の意味に気づきました。

竜宮城では三日しか経っていなかった。

けれど地上では、何百年もの時間が過ぎていたのです。

「だったら……僕の時間は、どこへ行ったんだ?」

太郎は黒い箱を見つめました。

そして、ゆっくりとふたに手をかけました。

乙姫の言葉が頭によみがえります。

――決して開けてはいけません。

それでも太郎は思いました。

自分だけが若いまま、知らない未来に生きることなどできない。

「僕の時間なら……僕に返してくれ」

太郎は箱を開けました。

​

その瞬間――

まばゆい白い光が箱からあふれ出しました。

光は太郎の体を包みました。

太郎の髪は白くなりました。

顔には深いしわが刻まれました。

背中は曲がり、手は細くなっていきました。

竜宮城にいるあいだ地上で流れていた何百年もの時間が、一瞬で太郎の体へ戻ってきたのです。

やがて光が消えました。

そこには、一人の白髪の老人が座っていました。

老人になった太郎は、静かに夜の海を見つめました。

​

すると――

遠い沖の海面が、一瞬だけ青く光りました。

そして太郎の頭の中に、乙姫の声が聞こえました。

「太郎さん。時間は、誰にも止めることはできません。

けれど、あなたが見たものは消えません」

太郎はゆっくりと空を見上げました。

昔と変わらない星々が輝いています。

あの星のどこかにも。

この海のずっと深いところにも。

人間の知らない世界がある。

そして、もしかすると――

昔から人間が語り継いできた物語の中には、

ほんの少しだけ、

本当に起きたことが隠されているのかもしれません。

​

おしまい​​​​

​

© 2023 di Jade&Andy. Orgogliosamente creato conWix.com

bottom of page